

C'era una volta in un bosco "animato" una principessa in attesa del suo principe, un principe impaziente di baciare una principessa, una matrigna determinata a impedire il loro incontro. Il destino decide altrimenti e i due giovani si trovano e si innamorano. Deciso a sposarla, Edward conduce Giselle al castello ma la regina malvagia, con un inganno, la spinge in un pozzo profondo verso un mondo senza lieto fine. Scaraventata nella realtà e spaventata dal traffico di New York, Giselle trova rifugio nel castello di un cartellone pubblicitario. In suo aiuto accorre Robert, un avvocato divorzista che non crede alle favole ma che finirà per vivere "felice e contento".
Che cosa potrebbe mai accadere se in Times Square, all'incrocio tra la Broadway e la Seventh Avenue, si materializzasse "come d'incanto" una principessa in abito nuziale? Può succedere che il cinema d'animazione si ripensi, incarnandosi e trasformandosi in una "favolosa" commedia sentimentale. Giselle non è un'eroina che arricchisce la galleria inaugurata da Biancaneve, è piuttosto un personaggio summa delle principesse disneyane. Una figlia immateriale che invade la realtà, ansiosa, come la Disney, di trovare una nuova identità. Come Belle, Ariel, Aurora o Cinderella, Giselle canta ogni volta che ne ha voglia, teatralizzando i sentimenti e omaggiando il format "musical animato" della Disney.
L'insistita autoreferenzialità non rimanda a un semplice citazionismo, Kevin Lima ripercorre, adatta e ri-contestualizza i topoi della Disney e delle favole tradizionali (l'amore impossibile, l'amicizia, l'apprendistato umano, la solidarietà animale e l'antropoformizzazione) alla luce delle nuove esigenze socio-culturali. L'effetto comico deriva così dal rovesciamento tematico dell'originale. Il principe delle fiabe di James Marsden diventa il bersaglio principale del film: la sua fraseologia fiabesca, i clichè linguistici e le parole fuori luogo, almeno a New York, inducono la principessa alla fuga invece che al bacio.
La Giselle di Amy Adams al contrario impara ad affrontare la realtà, affrancandosi da "favolosi" assunti e scoprendo la propria femminilità. La salvezza della principessa disneyana non deriva più dagli strumenti offerti (la promessa di matrimonio) dal principio maschile (il principe) ma passa attraverso l'istituzione di un nuovo equilibrio col sesso "azzurro". Qualcosa è cambiato nella fabbrica di magia per eccellenza: le principesse si arrabbiano, accettando sorprese la propria sfera istintiva e il proprio desiderio represso. Senza magia e senza incantesimi.





Prima puntata

Sulla strada di ritorno a Rivombrosa dopo un periodo di studio a Parigi, Agnese (Sarah Felberbaum) si imbatte in un pericoloso bandito mascherato. Ancora turbata dall'accaduto arriva finalmente a casa.
Ad aspettarla a braccia aperte c'è suo fratello Martino (Paolo Seganti), con i fedelissimi servitori, ma anche la sua futura cognata, la marchesa Vittoria Granieri Solaro (Anna Safroncik), una donna calcolatrice e furba.
Ad una festa data in suo onore, Agnese conosce l'affascinante marchese Andrea Casalegno (Giulio Berruti), ma viene anche corteggiata dall'odioso Capitano Loya (Giorgio Borghetti), che comanda le truppe francesi a Rivombrosa.
Intanto un'ombra oscura torna a Rivombrosa: Lucrezia Van Necker (Jane Alexander)...
Seconda puntata

Dopo le nozze tra Martino (Paolo Seganti) e l'affascinante Vittoria Granieri Solaro (Anna Safroncik), Agnese (Sarah Felberbaum) viene rapita dalla banda dello Sparviero, che spera in questo modo di ottenere il grano requisito ai contadini dal capitano Loya (Giorgio Borghetti). Prima di liberare la contessa, Andrea (Giulio Berruti) le rivela la sua doppia identità...
Terza puntata

Il capitano Loya (Giorgio Borghetti) è ad un passo dalle nozze con Agnese. Vittoria (Anna Safroncik) ha tramato nell'ombra per spingere Martino (Paolo Seganti) a dare il suo consenso all'unione.
Dal canto suo, Martino, dopo una notte trascorsa con l'amata cugina Emilia (Valentina Pace), è confuso e non sa quale scelta fare. Vittoria arriva allora ad allearsi segretamente con Lucrezia (Jane Alexander), in modo da sventare il pericolo di un'unione tra i Ristori e i Van Necker che allontanerebbe i favori di Loya da Rivombrosa. Intanto lo Sparviero (Giulio Berruti) riesce finalmente a mettere a segno il colpo del grano sequestrato dai francesi e i contadini lo festeggiano al borgo.
Quarta puntata

Il capitano Loya (Giorgio Borghetti) fa arrestare Martino (Paolo Seganti) con l'accusa di omicidio premeditato, visto che la sera prima della morte di Lucrezia (Jane Alexander) Ristori l'aveva minacciata pubblicamente.
Per non compromettere ulteriormente il buon nome della famiglia, Vittoria (Anna Safroncik) si reca da Loya, al quale si concede pur di liberare il marito. Nel frattempo, Andrea (Giulio Berruti) decide di non voler vedere Agnese (Sarah Felberbaum) mai più...
Quinta puntata
Agnese (Sarah Felberbaum), amareggiata per aver sorpreso Andrea (Giulio Berruti) a baciare la Principessa Luisa di Carignano (Angela Melillo), decide di sposare il capitano Loya (Giorgio Borghetti), che continua a tenere in scacco le sorti di Martino (Paolo Seganti).
E ora Andrea che cosa deciderà di fare?
Sesta puntata

La rabbia del capitano Loya (Giorgio Borghetti), rifiutato sull'altare da Agnese (Sarah Felberbaum), si scaglia contro Martino (Paolo Seganti), che viene arrestato. Fortunatamente il ritrovamento di una lettera...
La serenità sembra essere tornata in casa Ristori, ma non per Vittoria (Anna Safroncik), turbata dalla fine della sua relazione con Loya. L'amore Agnese e Andrea (Giulio Berruti) sembra finalmente poter andare avanti senza ostacoli. Il capitano Loya è ancora alla spasmodica ricerca dello Sparviero...
Settima puntata

Andrea (Giulio Berruti) e Agnese (Sarah Felberbaum) devono fuggire da Rivombrosa, braccati dagli uomini del capitano Loya (Giorgio Borghetti). Nel frattempo, Emilia (Valentina Pace) scopre di essere incinta.
Come se non bastasse, Fulvio (Piergiorgio Belloccio) prova ad abusare di Costanza, ma per fortuna Emilia (Valentina Pace) riesce a bloccarlo ed evita il peggio.




Crescendo
ti ricorderai di quando eri bambino........
di quando piangevi perchè ti mancava la mamma...
ricorderai l'amico del cuore....

e dei giochi fatti insieme..
ricorderai della scuola, con i vari momenti, sia belli, sia brutti.... i voti...
ricorderai dell'insegnante che, in modo ostinato,ti rimproverava, e tu non capivi
il perchè.....
ricorderai dei litigi, e delle litigate, con gli amici..
ricorderai di quel bambino che tanto detestavi (c'è sempre qualcuno che cmq ti dava
fastidio)....
ricorderai la prima cotta, il primo amore..
il primo bacio..
ma crescendo improvvisamente capirai
che piangere era inutile perchè la
mamma sarebbe tornata...
capirai che l'amico, o l'amica del cuore
non erano poi dei veri amici...
capirai che i voti presi a scuola non giudicavano la tua persona,
ma solo una parte di essa..

capirai che l'insegnante che ti rimproverava, lo faceva solo per il tuo bene..
capirai che litigare per delle sciocchezze era da stupidi, e non portava a nulla..
capirai che quelli che detestavi erano simili a te..
capirai che quel ragazzo non era poi così bello e così importante come credevi!
ma poi riflettendoci sopra sorriderai..
perchè i tuoi sbagli ti hanno portato a qualcosa....
ti hanno fatto crescere, e soprattutto diventare quello che sei ora.....
una persona unica e importante!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Le rαgαzze Ñ•ono come le mele Ñ•υglι αlberι
le migliori sono in cima
gli υominι non νoglιono αrrιναre αlle migliori
ρerchè hαnno paura dι cadere e ferirsi

ιn cαmbιo prendono le mele marce che Ñ•ono cadute a terra
e che ρυr non eѕѕendσ buone Ñ•ono facili dα rαggιυngere
ecco ρerchè le mele che Ñ•tαnno Ñ•ullα cιmα dell'αlbero
ρenÑ•αno che qualcosa non vada bene in loro
ιnvece eѕѕe Ñ•ono grandiose
ѕєmplιcemente devono eѕѕere pazienti
e aspettare che l'uomo ï»®giusto αrrινι, cσlυι che Ñ•ια
così coraggioso ad arrampicarsi fιno
alla cima dell'αlbero per eѕѕe
non dobbiamo cadere per eѕѕere rαggιυnte,
chi ανrà bisogno dι noι e ci ama fαrà dι tυtto per
raggiungerci!!!
