

Scritto daEowynrohan | alle ore 16:10



Scritto daEowynrohan | alle ore 16:10
C'era una volta in un bosco "animato" una principessa in attesa del suo principe, un principe impaziente di baciare una principessa, una matrigna determinata a impedire il loro incontro. Il destino decide altrimenti e i due giovani si trovano e si innamorano. Deciso a sposarla, Edward conduce Giselle al castello ma la regina malvagia, con un inganno, la spinge in un pozzo profondo verso un mondo senza lieto fine. Scaraventata nella realtà e spaventata dal traffico di New York, Giselle trova rifugio nel castello di un cartellone pubblicitario. In suo aiuto accorre Robert, un avvocato divorzista che non crede alle favole ma che finirà per vivere "felice e contento".
Che cosa potrebbe mai accadere se in Times Square, all'incrocio tra la Broadway e la Seventh Avenue, si materializzasse "come d'incanto" una principessa in abito nuziale? Può succedere che il cinema d'animazione si ripensi, incarnandosi e trasformandosi in una "favolosa" commedia sentimentale. Giselle non è un'eroina che arricchisce la galleria inaugurata da Biancaneve, è piuttosto un personaggio summa delle principesse disneyane. Una figlia immateriale che invade la realtà, ansiosa, come la Disney, di trovare una nuova identità. Come Belle, Ariel, Aurora o Cinderella, Giselle canta ogni volta che ne ha voglia, teatralizzando i sentimenti e omaggiando il format "musical animato" della Disney.
L'insistita autoreferenzialità non rimanda a un semplice citazionismo, Kevin Lima ripercorre, adatta e ri-contestualizza i topoi della Disney e delle favole tradizionali (l'amore impossibile, l'amicizia, l'apprendistato umano, la solidarietà animale e l'antropoformizzazione) alla luce delle nuove esigenze socio-culturali. L'effetto comico deriva così dal rovesciamento tematico dell'originale. Il principe delle fiabe di James Marsden diventa il bersaglio principale del film: la sua fraseologia fiabesca, i clichè linguistici e le parole fuori luogo, almeno a New York, inducono la principessa alla fuga invece che al bacio.
La Giselle di Amy Adams al contrario impara ad affrontare la realtà, affrancandosi da "favolosi" assunti e scoprendo la propria femminilità. La salvezza della principessa disneyana non deriva più dagli strumenti offerti (la promessa di matrimonio) dal principio maschile (il principe) ma passa attraverso l'istituzione di un nuovo equilibrio col sesso "azzurro". Qualcosa è cambiato nella fabbrica di magia per eccellenza: le principesse si arrabbiano, accettando sorprese la propria sfera istintiva e il proprio desiderio represso. Senza magia e senza incantesimi.
Scritto daEowynrohan | alle ore 18:58
Scritto daEowynrohan | alle ore 16:05
UNA STORIA COSI - NOEMI SMORRA
una storia così
non sarà finita mai
ti darò felicità
il sole non potrà trovarti a piangere
no non suonano più
tuoni e grida niente più
le mie braccia intorno a te
amore niente più
tutta l eternità
non potrà finire mai
ed una stella bianca brillerà
STANOTTE TU SARAI
PER SEMPRE MIO SARAI
RAGAZZI MI DITE SE CI MANCA QUALCOSA O NO?
Una storia così
non sarà finita mai
Ti darò felicità
Il sole non potrà
trovarti a piangere
No, non suonano più
tuoni (e qui scusate ma proprio nn sn riuscita a capire
)
Le mie braccia intorno a te
Amore e niente più
tutta l'eternità
No, non potrà finire mai
Ed una stella bianca brillerà
Stanotte tu sarai
per sempre mio sarai
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La vita è solo un momento
Stiamo soffiando nel vento
Scritto daEowynrohan | alle ore 15:58















Scritto daEowynrohan | alle ore 14:32
Scritto daEowynrohan | alle ore 16:24



NON E' STUPENDO?
LO VOGLIO....................................... QUALUNQUE COSA VOI TROVIATE SU DI LUI ME LO MANDATE PER FAVORE......................................



stupendo stupendo stupendo

salvami mio bel principe
mi concede l'onore di questo ballo?
Scritto daEowynrohan | alle ore 15:27